Il 3 settembre 2026 il presidente della Corte Suprema della Federazione Russa, Igor Krasnov, ha firmato l'ordine n. 59-П. Introduce l'intelligenza artificiale in tutto il procedimento giudiziario del Paese. È uno dei programmi nazionali più dettagliati oggi pubblicati sull'uso dell'IA nei tribunali: definisce per iscritto la collaborazione tra una persona che giudica e una macchina che la assiste.
Il testo non parla di tecnologia. Parla di ruoli. Ecco che cosa stabilisce.
Chi decide. L'IA è definita uno strumento ausiliario. La decisione finale spetta sempre al giudice, che verifica i risultati prodotti dai sistemi. Lo scopo dichiarato è aumentare l'efficienza dei tribunali «con la conservazione incondizionata del ruolo chiave del giudice».
Che cosa fa la macchina. Accompagna la causa dall'inizio alla fine. Trascrive le udienze, riconosce chi parla, traduce in tempo reale. Analizza il fascicolo, cerca i precedenti, segnala le contraddizioni nelle prove. Prepara le bozze dei provvedimenti. Offre al giudice statistiche sulle pene inflitte in casi analoghi.
Come deve comportarsi il giudice. Il suggerimento della macchina non deve diventare la «scelta predefinita». Se il giudice decide di non seguirlo, ne dà motivazione.
Che cosa è vietato. Analizzare i giudici in base alle loro decisioni: nelle analisi sono anonimi.
Che cosa è dovuto a chi sta in giudizio. Il diritto di sapere che nel proprio procedimento è stata usata l'IA e di contestarne le conclusioni. Agli avvocati si chiede di dichiarare l'uso dell'IA negli atti depositati; i riferimenti falsi a norme e sentenze sono sanzionabili.
Che cosa il testo riconosce di sé. Tra i dodici rischi elencati, due sono valutati ad alta probabilità e impatto molto alto: le allucinazioni del modello, cioè norme e sentenze che non esistono, e gli attacchi informatici. Ogni risposta della macchina deve rinviare a una fonte. Ogni interazione viene registrata.
I tempi e gli obiettivi. La sperimentazione è partita il 26 maggio 2026 in dieci regioni ed è passata a ventuno il 26 agosto. Nella prima fase sono state trascritte oltre 6.900 ore di udienze. Tutti i tribunali avranno accesso ai servizi entro il secondo trimestre 2027. Entro il 2030 oltre il 95% dei giudici userà questi strumenti in modo permanente, tra il 30 e il 50% delle bozze sarà generato dalla macchina e almeno l'80% di quelle bozze dovrà essere approvato senza modifiche sostanziali.
La visione dichiarata. Parlando ai colleghi dei Paesi BRICS, Krasnov ha detto che il tribunale non è un algoritmo: deve restare centrato sulla persona e usare la tecnologia come mezzo, non come fine della giustizia.
Un giudice e una macchina che lavorano insieme, con i compiti divisi per iscritto: è questo il passaggio che ci interessa raccontare. L'analisi giuridica completa, con il confronto con le regole europee e italiane, è su whitecollarcrimes.it.
Fonte: Corte Suprema della Federazione Russa, ordine n. 59-П del 3 settembre 2026, con allegati. Approfondimento: «Il giudice assistito», whitecollarcrimes.it, 27 settembre 2026.
Inga Santa Maria · Milano, ottobre 2026